Test di Architettura 2017

Test di Architettura 2017: le domande proposte dal Miur di Logica, Cultura generale, Storia, Disegno e rappresentazione, Fisica e Matematica

Domanda 20 di 60

Leggere il brano e rispondere al quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.

L'incarico di affrescare la parete di fondo della Cappella Sistina con una resurrezione risale, probabilmente, al 1533; ma solo tre anni dopo, sciolto con un motu proprio papale dagli impegni con gli eredi di Giulio II per tutto il tempo necessario alla realizzazione della nuova impresa, Michelangelo si accinge al lavoro. A differenza della volta, non sarà più una architettura dipinta a raccordare il vano costruito alle storie affrescate: anzi, le lunette già dipinte nel 1512 vengono distrutte, assieme alla sottostante “Assunzione” del Perugino, per non delimitare con una incorniciatura architettonica uno spazio della rappresentazione, per non fingere un quadro riportato. La parete si dà in questo modo come una grande pagina bianca, come erano le controfacciate delle chiese medioevali. Altro che sintesi delle arti e di antico e di moderno: la storia umana termina con l'imperioso gesto di un Cristo giudice, arbitro inappellabile del bene e del male, della salvezza e della grazia eterna. Sono i temi sui quali si era prodotta la scissione dell'ecumene cristiana, che a questa data non può più essere considerata una disputa tra un ignorante monaco agostiniano tedesco e i dotti teologi papisti: il Sacco del 1527 ha dimostrato quanta presa abbia la predicazione luterana, come il diffuso odio per Roma e per il suo pontefice possa giungere a violare la Città Eterna, i suoi monumenti finora oggetto di studi, le sue reliquie oggetto di venerazione. [...] A prima vista, il “Giudizio” sembra non avere alcuna struttura, essere quasi il prodotto informe di un'esplosione: raggruppamenti di figure turbinano attorno a Cristo giudice, isolato in un alone luminoso, lasciando ampi vuoti di cielo turchino. Più tardi, ci si rende conto che il turbinio ha un senso circolare, che inizia a sinistra, da dove gli eletti ascendono lentamente verso l'alto, attratti dal gesto divino, mentre il braccio sinistro di Cristo dà il via al precipitare, dall'altro lato, dei dannati. Tutto ruota dunque intorno alla figura del Dio giudice, Nomos, Legge, verso la quale convergono anche gli sguardi dei santi, il timido gesto di intercessione della Vergine, e i pesanti strumenti della Passione minacciosamente agitati dagli angeli. Come nell'oratoria sacra, tutto si sostiene retto solo da un ritmo incalzante: non c'è prospettiva né accordo cromatico, i grappoli dei nudi si uniscono e si separano, si slabbrano e si tangono subendo la doppia forza di attrazione alto-basso, cielo-terra, Cristo-inferno, si dispongono lungo assi spaziali divergenti dal grande vuoto centrale, ma coordinati dalla figura del Cristo-Apollo. (da: “Michelangelo”, Bruno Contardi, Giunti Editore). Secondo il brano, Michelangelo inizia ad affrescare la parete di fondo della Cappella Sistina probabilmente nel: