Ducato di Milano: origini e storia dei Visconti e degli Sforza

Ducato di Milano: origini e storia dei Visconti e degli Sforza A cura di Edoardo Angione.

Il tempo del Ducato di Milano: la dominazione degli Sforza e dei Visconti , il rapporto con la Francia e la dominazione spagnola

1Origini del Ducato di Milano

Uno dei più grandi artisti che passarono per Milano ai tempi del Ducato fu Leonardo Da Vinci
Uno dei più grandi artisti che passarono per Milano ai tempi del Ducato fu Leonardo Da Vinci — Fonte: ansa

Le origini del ducato di Milano risalgono al 1395, quando (1351-1402), signore di Milano, ottenne dall’Impero il titolo, creato per l’occasione, di duca di Milano. All’epoca della sua fondazione, il ducato includeva 26 città e spaziava tra il Monferrato e la laguna di Venezia. Al suo interno, c’erano tutte le città che, secoli prima, avevano aderito alla Lega Lombarda.   

Come entità statale indipendente, il ducato di Milano verrà governato prima dai Visconti, poi dagli Sforza, combattendo a più riprese contro gli svizzeri, i francesi, e la Repubblica di Venezia. Nel 1535 passerà definitivamente nelle mani degli Asburgo, diventando progressivamente un possesso spagnolo e poi austriaco.   

A porre fine al ducato sarà Napoleone, ma questi territori torneranno presto sotto il controllo austriaco, entrando a far parte formalmente del Regno d’Italia nel 1866.   

2Il Ducato di Milano ed i Visconti

La signoria sul libero comune di Milano, istituita dalla famiglia Della Torre nel 1259, passò ai Visconti nel 1277. Gian Galeazzo Visconti era erede di una dinastia che aveva consolidato il proprio dominio su Milano e sulle città circostanti per più di un secolo. Con l’ottenimento, da parte del re dei Romani Venceslao di Lussemburgo, del titolo di duca di Milano, ottenuto in cambio di una cospicua somma, la famiglia riusciva a trasmettere il titolo ai propri discendenti.  

Alla morte di Gian Galeazzo (1402), i Visconti erano duchi di Milano, conti di Pavia, e controllavano una parte enorme dell’Italia settentrionale, fino a Bologna. Suo figlio Giovanni Maria (1399-1412), un signore crudele (secondo alcuni storici persino pazzo), che amava circondarsi di cani feroci a cui dava in pasto i propri nemici, perse tuttavia gran parte delle conquiste territoriali del padre, e gran parte delle città lombarde tornarono al governo di signorie locali.  

A controllare effettivamente il ducato era il condottiere Facino Cane (1360-1412), che morì di gotta nel 1412, poco tempo dopo la conquista di Pavia. Quanto a Giovanni Maria, nello stesso anno era stato accoltellato a morte dopo una congiura alla quale presero parte molti nobili milanesi.  

Il potere passò così al  fratello Filippo Maria (1392-1447), che ereditava uno stato in declino, ma  sposando la vedova di Facino Cane, molto più anziana di lui, otteneva anche ricchezze, molti territori ed un potente esercito. Nonostante il suo carattere nevrotico e la sua salute cagionevole, Filippo Maria riuscì ad arricchire il ducato con l’impianto dell’industria della seta, e ad espandere i propri territori ottenendo Parma, occupando Genova (1421), ed inimicandosi però Firenze e Venezia.   

Alla morte, nel 1447, non lasciava eredi salvo una figlia naturale, Bianca Maria Visconti, che si era sposata col condottiere Francesco Sforza (1401-1466).   

3Il Ducato di Milano e gli Sforza

L'imponente Castello Sforzesco di Milano mantiene nelle sue fondamenta una traccia della fortificazione viscontea realizzata nel '300
L'imponente Castello Sforzesco di Milano mantiene nelle sue fondamenta una traccia della fortificazione viscontea realizzata nel '300 — Fonte: getty-images

Quando si seppe che il duca aveva nominato suo erede non il genero Francesco Sforza, ma il re di Napoli Alfonso d’Aragona, i milanesi ne approfittarono per costituirsi in Repubblica (la Repubblica Ambrosiana), ed assoldare il condottiero per combattere contro la Repubblica di Venezia, che minacciava Lodi e Piacenza. Ma Sforza puntava a controllare la città, e per farlo si alleò con i veneziani, arrivando poi ad occupare la città nel 1450, finché, con la pace di Lodi (1454), non riuscì ed ottenere il titolo di duca di Milano. Gli Sforza avrebbero regnato su Milano per quasi un secolo.   

Francesco Sforza era stato prima di tutto un soldato, ma la sua famiglia avrebbe portato Milano verso un’epoca di stabilità e benessere. Suo figlio Galeazzo Maria Sforza (1444-1476, in carica a partire dal 1466), dotò la Lombardia di un complesso sistema di canali per l’irrigazione ed i trasporti, introdusse la coltura del riso, e fece fiorire il commercio, attirando musicisti, poeti, artisti e letterati presso la corte sforzesca, tra le più splendide del Rinascimento. Da un punto di vista politico, però, il ducato di Milano era sempre più isolato.   

Galeazzo Maria venne assassinato durante il Natale del 1476 da un gruppo di congiurati che speravano di reintrodurre il governo popolare nella città. Ad ereditare il ducato fu il giovanissimo figlio Gian Galeazzo Sforza (1469-1494), per il quale governarono inizialmente la madre, Bona di Savoia, ed il poco amato cancelliere Cicco Simonetta.   

A prendere le redini della città sarebbe stato suo zio Ludovico, detto il Moro (1452 - 1508) che nel 1480 esiliò Bona Sforza, e rinchiuse il giovane duca, privo di effettivo potere, tra gli agi e le delizie nel Castello di Pavia, e succedendogli come duca di Milano nel 1494.   

4Il Ducato di Milano e i rapporti con la Francia

Carlo VIII: il Re di Francia fu protagonista, fra gli altri, delle battaglie contro i Visconti per il possesso sul Ducato di Milano
Carlo VIII: il Re di Francia fu protagonista, fra gli altri, delle battaglie contro i Visconti per il possesso sul Ducato di Milano — Fonte: ansa

Quando nel 1494 il re di Francia Carlo VIII (1470-1498) scese in Italia, Luigi d’Orleans (1462-1515), che discendeva dai Visconti da parte della nonna paterna Valentina (figlia di Gian Galeazzo Visconti), aveva già sperato di impadronirsi del ducato di Milano. Nel 1498, allorché divenne re di Francia come Luigi XII, ricordato oltralpe come “il padre del popolo”, realizzò immediatamente le sue antiche ambizioni invadendo il ducato nel 1499, e sconfiggendo così Ludovico il Moro. Dopo un’iniziale fuga in Germania, il Moro verrà poi tradito e consegnato al suo nemico. Passerà il resto della sua vita prigioniero in Francia.   

I suoi figli Francesco (1495-1535) e Massimiliano (1493-1530) si rifugiavano in Germania. Massimiliano tornò al Milano come duca nel 1512, grazie all’aiuto degli Svizzeri, che per tre anni controllarono effettivamente il ducato.  Nel frattempo i francesi tornavano ad invadere l’Italia.   

Dopo la battaglia di Marignano (1515),  Francesco I di Valois (1494-1547), tornò ad essere duca di Milano, realizzando ancora una volta le ambizioni paterne, finché, nel 1521 non intervenne l’imperatore Carlo V d’Asburgo (1500-1558), che consegnò Milano al secondo figlio di Ludovico il Moro, il duca Francesco II Sforza.   

5L’ultimo periodo sforzesco e il dominio spagnolo

Francesco I e Carlo V, rivali storici
Francesco I e Carlo V, rivali storici — Fonte: ansa

Dopo la cacciata definitiva dei francesi, con la battaglia di Pavia (24 febbraio 1525), Francesco II tenterà di ribellarsi allo strapotere imperiale aderendo alla Lega di Cognac insieme al papato, alla Repubblica di Venezia, a Firenze e alla Francia, suo antico nemico. Ciò gli costerà l’espulsione da Milano, pur mantenendo il controllo di molte altre città del Ducato.   

In seguito alla pace di Cambrai (1529), con l’aiuto della Serenissima, riuscì a recuperare i propri domini, ma morì senza eredi nel 1535.   

Filippo II di Spagna
Filippo II di Spagna — Fonte: ansa

Le contese per la successione coinvolsero ancora una volta i due grandi rivali, Francesco I e Carlo V: entrambi vantavano dei diritti sul ducato di Milano, che nel 1540 venne assegnato al figlio dell’imperatore, il futuro Filippo II di Spagna (1527-1598, in carica dal 1556). Nel 1545, con la creazione del Ducato di Parma a sud del Po, che passò nelle mani di Pier Luigi Farnese, figlio illegittimo di papa Paolo III, il Ducato di Milano venne definitivamente smembrato.   

Il ducato di Milano rimaneva invece in mani spagnole. Nel 1559, con il trattato di Cateau-Cambrésis, che poneva fine una buona volta al lunghissimo conflitto tra le due potenze, la Francia, ormai sconfitta, non poteva che accettare la situazione. Per la politica francese in Italia il fallimento era completo.  

Nel XVII secolo il ducato di Milano verrà governato da una serie di viceré di nomina spagnola, ai quali la nobiltà locale farà largo affidamento, in particolare in occasione delle violente rivolte popolari del 1628. Gli arcivescovi di Milano dimostreranno un atteggiamento più indipendente, in particolare riguardo alla salvaguardia delle giurisdizione ecclesiastica.  

Con il trattato di Baden (1714), il ducato verrà ceduto all’Austria fino al 1796, quando verrà conquistato da Napoleone Bonaparte. Con il trattato di Campoformio del 1797, entrando a far parte della Repubblica Cisalpina, il ducato di Milano non esisterà più come entità statale.    

Dopo la sconfitta di Napoleone, con il Congresso di Vienna (9 giugno 1815), il Ducato, ormai non più esistente, entrerà a far parte del Regno Lombardo-Veneto, una parte dell’Impero Austriaco, con l’Imperatore d’Austria come re. Nel 1866, con l’annessione all’Italia, i territori milanesi entreranno a far parte del Regno d’Italia.